In breve
Anello panoramico con partenza dal Rifugio La Masinà che include la facile salita sulla cima del Tovo, rocca che si erge sul Pian della Mussa. L’itinerario attraversa il selvaggio Vallone di Saulera, lungo il Sentiero del cacciatore.
Partenza
IndicazioniSalire lungo la rampa del Rifugio La Masinà e costeggiarlo sulla destra per imboccare il sentiero che sale ripido nel bosco incontrando alcuni alpeggi abbandonati. Dopo circa 45 minuti si giunge alla Croce Perlo (2105 mt), una croce di ferro battuto in stile liberty dedicata a Giuseppe Perlo, Capitano degli Alpini durante la Prima Guerra Mondiale; la croce fu eretta a memoria della sua scomparsa durante a una gita sugli sci.
Proseguire sul sentiero oltre la croce e giungere al bivio, segnalato da paline, che conduce sulla destra al Colletto del Tovo. La salita continua dapprima dolcemente, con un traverso in direzione ovest, poi con un breve ma ripido tratto di salita che conduce al Colletto del Tovo (2216 mt).
Dal colletto, abbandonare il sentiero principale per prendere un’evidente traccia che sale verso nord sull’ampio pendio del Tovo e che conduce in brevissimo tempo alla cima dove si trova una piccola croce. Da qui si può ammirare il panorama su Bessanese, Ciamarella, Uja di Mondrone, Monte Rosso, sulle cime che circondano il Vallone di Saulera e sul Pian della Mussa.
Ritornati al colletto proseguire la discesa verso la radura erbosa di Pian Saulera, fino a incontrare difronte l’Alpe Saulera (2082 mt). Raggiunte le baite dell’alpeggio, tenersi alla destra di queste e imboccare una traccia di sentiero che si addentra in un piccolo bosco di conifere.
La traccia interseca poi il sentiero 2018A che occorre seguire in discesa verso nord. Il sentiero termina a un bivio, segnalato da paline, da cui si osserva in basso sulla sinistra la bianca Villa Sigismondi. Al bivio proseguire in discesa e imboccare la traccia erbosa sulla destra che attraversa Pian Rastel e che costeggia in piano la base del Roc Neir, per poi scendere nel prato adiacente alla Trattoria Alpina.
Raggiunta la trattoria, attraversarne il piazzale e ritornare al punto di partenza lungo la strada asfaltata.
Curiosità
Leggenda narra che nei pressi dell’Alpe Saulera, una domenica, il migliore cacciatore di camosci di Balme cercasse inutilmente di cacciarne uno, il quale tuttavia pareva immune ai suoi colpi. Dopo un folle inseguimento, il camoscio cadde finalmente a terra morto, ma orami il sole era alto in cielo e l’ultima messa a Balme era terminata. Invaso dai sensi di colpa per non aver svolto il suo dovere di cristiano, il cacciatore si caricò il camoscio sulle spalle e cominciò a scendere verso il Pian della Mussa, provando a ogni passo maggiore fatica. “Sei pesante come il Diavolo!” gridò a un certo punto il cacciatore buttando a terra la bestia. In quel momento il camoscio si rianimò e si rivelò al cacciatore come il Demonio, desideroso di prenderne l’anima. Questo, sentendosi perduto, cominciò a pregare San Giorgio di proteggerlo; in compenso lui avrebbe fatto dipingere sulla parete esterna della chiesa di Balme un affresco che ricostruisse l’accaduto. Il cacciatore allora fece ritorno a Balme, salvo ma impaurito, ringraziando il Santo; del camoscio-diavolo, invece, la leggenda non narra che fine abbia fatto.